A volte ritornano
Ci sono due libri di nuovo in giro, come i Vengaboys
Allora, metto subito le mai avanti: questa newsletter è in qualche modo promozionale, anche se non del tutto. Cioè, sì, cercherò di venderti delle cose, ma usando uno stratagemma abusato nel mondo del commercio contemporanee, ovvero lo stroytelling. Quindi, partiamo dall’inizio.
Nel 2013, e già dicendo così mi sento molto anziano visto che sono passati 13 anni, comunque, nel 2013 la mia vita era molto diversa da adesso. Ero molto più regolare e tranquillo, ma volevo fare qualcosa di particolare che non avevo mai provato a fare prima. E allora mi sono messo in testa che avrei tanto voluto portare uno spettacolo a teatro, anche pagando, si intende.
Solo che, e qui resta una costante della vita, non avevo le finanze per poterlo fare autonomamente, quindi ho avviato un crowdfunding, che ai tempi funzionava molto. Oggi non so, ma mi sembra il crowdfunding sia calato. O magaei sono soltanto io che non lo bazzico più.
Comunque, ho tirato su i soldi necessari, ho affittato un teatro, venduto i biglietti, e ho fatto 2 serate con uno spettacolo che si intitolava Ponderatissime parole a manetta. Era una sorta di reading, in cui leggevo dei miei racconti brevi comici. Il modo che avevo trovato per tornare sul palco dopo aver fatto il cabarettista per anni in duo prima e in trio poi, ovvero leggere delle cose divertenti. Prima ancora di scoprire il poetry slam.
Insomma, insieme allo spettacolo era uscito un libro che raccoglieva i testi che sarebbero andati a finire nello spettacolo e anche altri che avevo letto sporadicamente o non avevo letto mai. Una raccolta di racconti, chiamiamola così, che si chiamava allo stesso modo.
Dentro ci avevo messo un’ode a Ciro dei Neri per caso, una litigata con Alessandro Canino (quello che cantava Brutta), storie della mia vita, la spiegazione scientifica del perché bisognerebbe investire in Goleador invece che in oro o altri beni rifugio e tanto altro.
Ne avevo fatto un centinaio di copie, che sono finite da tempo. Forse ne esiste ancora qualche copia in giro, chi lo sa. Ma oggi torna, e anche se mi è sembrato buffo rileggerlo e ci ho ritrovato dentro delle sacrosante ingenuità, devo dire che non è invecchiato poi così male. E molte battute non le ricordavo neanche, mi è sembrato quasi di ritrovare un vecchio amico.
Nel 1997 muore Madre Teresa di Calcutta, suora nota per le sue opere di carità, per avere aiutato migliaia di poveri nelle zone più degradate dell'India ma soprattutto per aver dato nuova dignità agli stracci da cucina vissuti non più soltanto come accessorio da lavoro ma anche come sbarazzino copricapo.
Insomma, se volete potete andare a vedere come era Ciccio Rigoli nel 2013. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Game Boy
Qualche anno dopo (nel 2018, per l’esattezza) ho autopubblicato un nuovo libro, stavolta mettendo assieme il mio corpus (ellamiseria che parolone) di poesie. Alcune le leggo ancora adesso, altre sono scomparse dagli spettacoli ma sulla carta mi sembra non siano poi tanto male.
Le poesie vanno dal comico spinto al malinconico, ma non farò quel gioco di parole “malin-comico” perché se fosse possibile trovare chi l’ha usato per primo lo denuncerei per abuso di pazienza. Un gioco di parole secondo come bruttezza soltanto a “E… state con noi!” nei cartelloni delle programmazioni estive dei comuni italiani.
Anche per questo libro avevo stampato circa 200 copie, oggi esaurite. Ho deciso ripubblicare e rimettere in vendita anche questo: Game boy
Quindi, se volete leggere delle poesie comiche e sapere anche chi è l’autore e magari insultarlo, potete farlo.
Oggi mi ha chiamato il consolato turco
mi ha detto:
“Complimenti!
Da oggi in Turchia è legale l’espressione:
‘Minchia, ma fumi come un Ciccio Rigoli!’”
Li ho ringraziati per il bel pensiero
e mi sono acceso una Marlboro.
I libri costano €11,99 l’uno, l’equivalente di due birre medie in un locale milanese in cui poi alla fine dici “Dai, non costa neanche così tanto”, oppure un gin tonic fatto con un gin mediocre, una pizza margherita in una pizzeria mediamente pretenziosa oppure una prosciutto e funghi in una pizzeria più scarsa.
Questo per dire che non è che dovete togliervi il pane di bocca per acquistarli. O magari ne prendete uno adesso e uno tra un mese, oppure vi portate avanti con i regali per Natale, oppure comprate dei libri che vi verranno invidiati da tutta quanta la spiaggia o il rifugio alpino oppure, se fate le vacanze in città come probabilmente le farò io, da tutto il vagone della metropolitana.
Quindi, consigli di lettura per l’estate: i miei due libri che, con mio grande orgoglio, sono tornati in circolazione. Come i Vengaboys nella canzone Vengaboys are back in town.
Una citazione piuttosto pretenziosa, questa, lo ammetto.
Ah, giusto per farvelo sapere: entro la fine dell’anno esce un mio nuovo libro, così faccio salire l’hype.
Ultimo spettacolo della stagione
Prima di chiudere almeno fino a settembre, faccio un ultimo spettacolo e, udite udite, non sarà a Milano o in Brianza o comunque qua in zona ma addirittura a Sanremo.
(No, non farò nessuna battuta su una famosa manifestazione canora che si trova nella stessa città).
Se siete nella Riviera ligure, ci vediamo domenica 26 luglio alle 21:30 da Vice Sanremo.
Hanno fatto una locandina in cui avevo meno capelli di adesso ma credo abbiano preferito mettere una foto in cui rido, e non se ne trovano poi così tante in giro.
La prossima settimana questa newsletter esce per l’ultima volta prima di andare in vacanza, poi ci risentiamo a settembre. Nel frattempo, sapete dove trovarmi, sono piuttosto visibile e ingombrante.
Questa newsletter è stata scritta senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale, talvolta proprio senza l’ausilio dell’intelligenza di qualsiasi tipo.
La sua scrittura non ha prodotto più CO2 di quella che dovrei aver prodotto io respirando. Che di solito consumo meno di un Data Center, e ho bevuto pochissima acqua mentre scrivevo.
Ogni refuso ne testimonia l’autenticità e lo considero un sigillo di qualità.




Ponderatissime parole a manetta l'ho adorato quando è uscito, al punto che l'ho regalato a un amico che lo ha regalato a sua dopo averci riso un sacco.